Schiacciata unta

La panificazione in senso ampio del termine è davvero qualcosa di sacro, rimanda alla tradizione, alla fatica, alla povertà, ai veri valori di una volta. Ovviamente in questo termine oggi giorno c’è dentro davvero un mondo, dalle produzioni industriali 100% a quelle che invece ancora oggi vedono mani infarinate faticare ogni notte per ottenere il prodotto più buono e prezioso che possiamo avere: il pane.

Regione che vai pane che trovi, formati diversi, farine integrali e non, arricchiti di spezie di erbe, tondi, quadrati, a doppie e triple lievitazioni, le possibilità di lavorare “acqua, farina e lievito” portano al compimento di tantissime tipologie di pane, panini, focacce e quant’altro la nostra tradizione italiana ha saputo creare nel corso dei secoli.

Questo preambolo era doveroso: rispetto totalmente la tradizione e amo il pane artigianale e tutte le sue più genuine riproduzioni. Talvolta in casa però prende la voglia di accendere il forno e fare qualcosa che “sappia di pane”. Ecco quindi che, non avendo lievito madre, non avendo lievito fresco, e avendo pure poco tempo, a volte bisogna “accontentarsi” di manipolare quello che si ha, nel tempo che si ha.

La mia schiacciata non pretende di essere la migliore in assoluto, ma, considerando il tempo per farla e il relativo risultato, rimarrete molto entusiasti di profumo, consistenza e certamente sapore. Sarà perfetta per accompagnare salumi, ma anche per un aperitivo.

Gli ingredienti sono semplicissimi:

  • Gr. 700 farina 0
  • Gr. 250 latte
  • Gr. 250 acqua
  • Una bustina di quello disidratato
  • 2 cucchiaini rasi di zucchero
  • Olio extravergine di oliva (meglio se toscano)

 

Il procedimento è piuttosto rapido: se avete una planetaria non dovrete far altro che prendere acqua, latte, zucchero e lievito e metterceli  dentro, iniziare a girare e aggiungere man mano la farina: ora, può darsi che i gr.700 indicati da me non siano giusti, ne potrebbero servire gr. 650 come gr.750, dipende molto dalla farina, dalla temperatura dell’ambiente, dall’acqua, ciò che conta tuttavia è che alla fine l’impasto risulti liscio, morbido e che si stacchi dalla parete della planetaria.
Lavoratelo dunque qualche altro minuto a mano, dopodiché mettetelo a lievitare per almeno un’ora: io lo metto in una ciotola, coperto da un canovaccio, dentro al forno preriscaldato a 40° così che il tepore possa velocizzare un po’ il processo di lievitazione.

A lievitazione ultimata prendete la pasta e, con l’aiuto di un mattarello o delle vostre mani, allargatelo e disponetelo sulla teglia(possibilmente di alluminio) che avrete unto con olio extravergine di oliva. Con i rebbi di una forchetta fate tanti fori sulla superficie, o usate, anche in questo caso, i vostri polpastrelli per fare dei “buchi” sulla superficie. Aggiungete del sale grosso e ancora un giro di olio.

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Preriscaldate nel frattempo il forno a 180° (modalità statica) e infornate la schiacciata per almeno 25/30 minuti, se volete, gli ultimi 7/8 minuti passate a modalità ventilata per dare un maggior colore alla vostra schiacciata.

Quando sarà pronta toglietela, fatela raffreddare per qualche minuto e poi non perdete occasione di addentarne un morso ancora tiepida: sprigionerà davvero tutti i profumi che solo i prodotti da panificazione sanno fare.

Credo che il risultato vi gratificherà molto, è come quando un bambino riesce a fare da solo un bel castello di sabbia: la soddisfazione sarà molta.

Ps. potete utilizzare questa base anche per fare la pizza!

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